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ortopedia pediatrica

Sindrome di OSGOOD-SCHLATTER

Tendini estensori mano

La sindrome di Osgood-Schlatter fa riferimento alla osteocondrosi dell’apofisi tibiale anteriore, descritta per la prima volta nel 1903 contemporaneamente da Osgood negli Stati Uniti e da Schlatter in Svizzera. Si tratta di una condizione clinica più spesso rilevabile in giovani atleti, in particolare saltatori, corridori o coinvolti in attività sportive in cui si praticano repentini cambi di direzione come calciatori o ballerini. La sindrome è caratterizzata clinicamente da dolore e tumefazione a livello della prominenza tibiale anteriore, proprio al di sotto della rotula per una eccessiva trazione che il tendine rotuleo esercita sulla sua inserzione (tubercolo tibiale) non ancora ossificata. Il dolore più spesso si aggrava durante l’attività sportiva e migliora con il riposo. Il processo infiammatorio in genere è autolimitante. L’Osgood-Schlatter è probabilmente la più frequente condizione dolorosa a carico del ginocchio nei giovani pazienti di età compresa tra 10 e 15 anni . Clinicamente deve essere distinta dalla sindrome di Sinding-Larsen-Johnsson in cui ad essere interessato dal processo infiammatorio è il polo inferiore della rotula.

Anatomia

Nella sindrome di Osgood-Schlatter bisogna fare riferimento all’anatomia del muscolo quadricipite. Questo è un muscolo che occupa la regione anteriore di coscia ed è costituito da quattro ventri muscolari: retto, vasto laterale, vasto intermedio e vasto mediale. Si tratta di un muscolo a due articolazioni in quanto il retto femorale origina a livello della spina iliaca antero inferiore (SIAI) e contraendosi flette l’anca ed estende il ginocchio; la contrazione degli altri ventri muscolari estende il ginocchio. I quattro ventri muscolari si uniscono quindi a formare un unico tendine chiamato quadrici pitale che si inserisce sul polo prossimale della rotula, la avvolge e se ne diparte dal polo distale con il nome di tendine rotuleo che andrà ad inserirsi sull’apofisi tibiale. L’infiammazione del tendine a tale livello durante la fase di accrescimento si definisce osteocondrite dell’apofisi tibiale o OSgood-Schlatter.

Segni e Sintomi

osgood segni e sintomi

Tipicamente la sintomatologia è caratterizzata da dolore in regione anteriore di ginocchio, distalmente alla rotula. Il dolore presenta un esordio progressivo, si acuisce durante o dopo attività sportiva e recede con il riposo. La deambulazione è sempre possibile anche se con dolore o zoppia. Questa è una caratteristica importante perché, nei casi in cui non fosse possibile e vi è l’insorgenza acuta del dolore, diviene doveroso eseguire una radiografia di ginocchio per escludere una frattura/avulsione della tuberosità tibiale. Nella sindrome di Osgood-Schlatter la tuberosità tibiale è dolente, tumefatta, edematosa e prominente. Spesso alla valutazione posturale si evidenzia una condizione di accorciamento del muscolo quadricipite femorale, dei muscoli Hamstring e del muscolo gastrocnemio.

Cause e fattori predisponenti

Angolo Q

Durante la fase di accrescimento le strutture ossee non sono ancora completamente sviluppate, pertanto in alcune aree specifiche dell’osso sono presenti i “nuclei di accrescimento”, che inizialmente costituiti da tessuto cartilagineo si ossificano progressivamente durante la fase di maturazione scheletrica permettendo alle ossa di allungarsi ed allargarsi. Vi sono pertanto alcune aree in cui vi è il contatto tra osso già strutturato e tessuto cartilagineo che progressivamente dovrà ossificare. L’apofisi tibiale, sede d’inserzione del tendine rotuleo è uno di questi nuclei di accrescimento. Nel caso dell’Osgood-Schlatter l’eccessiva trazione esercitata dal tendine rotuleo sul tubercolo tibiale (osteocondrale) che può verificarsi sia a causa di una eccessiva attività sportiva, sia ad una condizione di incongruenza tra la velocità di crescita strutturale ossea (generalmente più veloce) e quella tendinea (più lenta), genera a tale livello un processo infiammatorio cronico. La trazione tenderà ad allontanare la parte cartilaginea dall’osso tibiale già formato, lo spazio tra le strutture verrà colmato progressivamente da un tessuto cartilagineo che si ossificherà successivamente aumentando il volume della tuberosità. Condizioni cliniche come ginocchio valgo, intrarotazione femorale, piede piatto-valgo o rotula “alta” sembra predispongano alla sindrome di Osgood-Schlatter modificando l’anglo “Q” cioè l’anglo che si ottiene tra la linea che rappresenta l’asse di trazione quadricipitale e l’asse del tendine rotuleo. Un angolo “Q” maggiore genera una eccessiva trazione sulla tuberosità tibiale predisponendo ad una sindrome di Osgood-Schlatter.

Diagnosi

La diagnosi viene posta sulla base della storia clinica, anamnestica, in particolare quella sportiva e dei segni obiettivi. In un giovane atleta un dolore ad insorgenza progressiva, localizzato a livello della tuberosità tibiale, in presenza di tumefazione e dolorabilità locale è fortemente suggestivo per sindrome di Osgood-Schlatter; l’estensione del ginocchio contro resistenza esacerba il dolore per la trazione che il muscolo quadricipite esercita sulla tuberosità stessa. Generalmente la valutazione clinica è sufficiente a porre diagnosi; nei casi dubbi è possibile richiedere una Rx da eseguire in proiezione laterale con gamba posta in lieve intrarotazione (10°-20°) o eccezionalmente una RMN.

rx osgood

Trattamento

Non chirurgico
Nella quasi totalità dei casi il trattamento è conservativo. In circa 1-2 anni le cartilagini di accrescimento della tuberosità tibiale si ossificano ed il processo infiammatorio svanisce. Compito del medico è fornire sollievo dal dolore ed evitare la progressione della patologia, questo, per ridurre al minimo il rischio che possa residuare una dolorabilità permanente anche in età adulta. Il riposo dall’attività sportiva per un periodo di tempo è una fase necessaria, questa può essere associata all’utilizzo di ortesi (cinturino sottorotuleo), crioterapia, farmaci anti-infiammatori ed esercizi specifici di riequilibrio muscolare. Nel caso in cui venissero diagnosticate è importante la correzione di eventuali alterazioni posturali quali ginocchio valgo o piede piatto pronato. Si sconsiglia l’utilizzo di infiltrazioni cortisoniche.

Chirurgico
Il trattamento chirurgico, evenienza infrequente, viene preso in considerazione solo quando nonostante tutti i trattamenti conservativi sono stati messi in atto il dolore è persistente e si è raggiunta la fase di chiusura del nucleo di accrescimento. Il trattamento chirurgico prevede una incisione cutanea anteriore centrata sulla regione inferiore del ginocchio, si divide quindi il tendine rotuleo per raggiungere la tuberosità tibiale che viene rimodellata riducendone l’altezza ed asportando eventuali speroni ossei o frammenti osteocartilaginei liberi. L’intervento chirurgico diviene inoltre necessario nei rari casi in cui per il progredire del processo infiammatorio e gli stress da trazione si realizza una frattura/avulsione della tuberosità. In questo caso si rende necessaria la reinserzione chirurgica.

Diagnosi Differenziale

Sindrome di Hoffa (Fat Pad Impingement); Sindrome di Sinding-Larsen-Johansson.

 

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